facebook
instagram

Il programma di residenza, di quattro settimane, sarà inaugurato durante l’autunno del 2017 e si concluderà con una mostra collettiva a Napoli, la quale coinvolgerà tutti gli artisti partecipanti.

.I è la prima edizione di una serie di programmi di residenza in collaborazione con il Relais Regina Giovanna, nelle vicinanze della antica città costiera di Sorrento. Il pittoresco paesaggio mediterraneo è storica casa di artisti, scrittori e intellettuali come ad esempio Maxim Gorky e Thomas Mann.

Situato in un terreno di 20 ettari, il Relais Regina Giovanna offre agli artisti l’opportunità di esplorare le zone circostanti. Lo spazio offre un’officina accessibile 24h e un archivio di materiali raccolti e conservati dal Relais nel corso degli anni.

Il dialogo fra gli artisti e l’ambiente circostante sarà stimolato sperimentando il ritmo naturale del luogo, in cui il legame con “il qui e ora” e la pratica d’arte è accompagnato dall’energia storica che circonda le leggende sulla Regina Giovanna, detta “la Pazza”. Gli artisti sono invitati ad utilizzare il laboratorio e far riferimento a materiali naturali che appartengono al territorio.

Il programma prevede visite di curatori, talk e tavole rotonde con esponenti dell’arte contemporanea, dibattiti di gruppo guidati da Naldi Rossano e passeggiate per esplorare l’ambiente circostante, con una visita a “il sentiero degli Dei”.

“La prima edizione, sotto il Matronato della Fondazione Donna Regina per le Arti Contemporanee MADRE, con la mostra “Otium – Corruption and the Dash.” 

Image Map

Tutto è santo, tutto è santo, tutto è santo.
Non c’è niente di naturale nella natura,
ragazzo mio, tienitelo bene in mente.
Quando la natura ti sembrerà naturale,
tutto sarà finito. E comincerà qualcos’altro.
Addio, cielo. Addio, mare!
Che bel cielo! Vicino. Felici.
Ti sembra che un pezzetto solo non sia innaturale?
E non sia posseduto da un Dio? E così è il mare.
In questo giorno in cui tu, Giasone, hai tredici anni
e peschi con i piedi nell’acqua tiepida.
Guardati alle spalle. Che cosa vedi?
Forse qualcosa di naturale? No.
E’ un’apparizione quella che tu vedi alle tue spalle.
Con le nuvole che si specchiano nell’acqua ferma,
pesante… delle tre del pomeriggio.
Guarda laggiù, quella striscia nera sul mare lucido
e rosa come l’olio, quelle ombre di alberi e quei canneti.
In ogni punto in cui i tuoi occhi guardano è nascosto un Dio.
E, se per caso non c’è, ha lasciato lì i segni della sua presenza sacra:
o silenzio o odore di erba o fresco di acque dolci.
Eh sì: tutto è santo! Ma la santità è insieme una maledizione.
Gli Dei che amano in un tempo stesso odiano.

Forse mi hai trovato, oltre che bugiardo, anche troppo poetico.

Ma che vuoi?
Per l’uomo antico i miti ed i rituali sono esperienze concrete
che lo comprendono anche nel suo esistere corporale e quotidiano.
Per lui la realtà è un’unità talmente perfetta che l’emozione che egli prova,
mettiamo, di fronte al silenzio di un cielo d’estate,
equivale in tutto alla più interiore esperienza personale
di un uomo moderno.

 

Medea, 1969, Pasolini

Gentilmente supportato da